La Chiesa e il convento di S. Maria della Sughera

La costruzione della chiesa iniziò nel periodo in cui Agostino Chigi era appaltatore delle miniere d’allume. All’origine della fondazione del santuario vi è un apparizione miracolosa della Vergine con il Bambino presso un albero di sughero. I lavori iniziarono nel 1502 con la costruzione di una cappella ottagonale con la cupola rivestita di piombo che fu probabilmente ultimata solo nel 1524. Non è noto il nome dell’architetto che curò il progetto del santuario alcuni studiosi pensano che potrebbe trattarsi di Baldassarre Peruzzi o di Antonio da Sangallo il Giovane nelle prime fasi della loro attività). Il Chigi incaricò gli Agostiniani dell’eremo della Trinità della custodia della chiesa e dell’annesso convento.

Nel 1552 nella chiesa fu commesso un delitto per cui fu interdetta al culto e chiusa per un breve periodo di tempo. Quando fu riaperta si iniziarono a manifestare delle crepe nel cappella per cui il Consiglio Comunale di Tolfa stabilì di ampliare e ricostruire la chiesa nella forma attuale. Il campanile fu costruito con il denaro ricavato dalla vendita del piombo che copriva la cappella ottagonale. Su un lato dell’ambiente ottagonale fu aggiunta un’aula a navata unica coperta a tetto e provvista di dieci altari. I recenti lavori di restauro della chiesa hanno permesso di scoprire al di sotto del pavimento dell’aula ottagonale delle sepolture in fosse ricavate nel banco roccioso su cui fonda l’edificio.

Il convento fu invece aperto verso la fine del 1521 o nei primi mesi del 1522, era organizzato intorno ad un chiostro provvisto di cisterna sul quale si aprivano ambienti di servizio quali la cucina, il refettorio, la legnaia e una stalla, al piano superiore si disponevano le celle dei monaci.

La chiesa e il convento mantennero inalterati il loro aspetto fino al 1799 quando le milizie francesi saccheggiarono il santuario. Furono successivamente restaurati tra il 1801 e il 1825, ma il convento perse però pian piano importanza finché durante la II Guerra Mondiale ospitò truppe militari, divenne poi sede di un fabbrica di mattoni e infine l’officina di un fabbro fino all’avvio dei lavori di restauro del 1997. Oggi la struttura è sede del Polo Culturale di Tolfa (Museo civico di Tolfa, Biblioteca comunale e dell’Archivio storico comunale “Giuseppe Cola”).