Un invito alla visita del Museo civico di Tolfa

I musei civici rappresentano oggi le vetrine che meglio illustrano le complesse vicende che hanno portato al definirsi delle identità locali attraverso la raccolta e la selezione delle tracce più significative dei diversi contesti storico-culturali. Essi si propongono anche come strumenti di interpretazione del passato e di programmazione dello sviluppo culturale e turistico delle aree a cui fanno rifermento.

Le raccolte del Museo Civico di Tolfa sono ospitate nel cinquecentesco convento dei Padri Agostiniani, presso il santuario di S. Maria della Sughera, un “contenitore storico” esemplificativo delle vicende del paese, in quanto prodotto e simbolo della ricchezza derivata dall’attività mineraria, nonché teatro dell’eccidio, nel 1799, di cittadini insorti contro l’occupazione francese.

Fin dalla nascita di un’esposizione museale a Tolfa le caratteristiche comunicative del Museo civico sono state strettamente legate al territorio e alla comunità locale di cui l’istituzione museale è espressione. L’esigenza di sistemare e rendere fruibile la collezione archeologica nacque, infatti, dall’iniziativa di cultori e appassionati locali che portò alla formazione del primo piccolo antiquario presso il Palazzo comunale.

La raccolta museale risente fortemente della sua genesi: nelle vetrine è possibile, infatti, ammirare oggetti che provengono da ritrovamenti casuali, da donazioni di privati, da recuperi d’emergenza di contesti tombali, e, più raramente, da campagne di ricerca archeologica. La formazione della collezione risulta quindi espressione del forte radicamento nel territorio delle comunità locali e di un rapporto con il passato contraddistinto da un forte orgoglio cittadino che riconosce in ogni scoperta un valore utile ad accrescere l’importanza della storia della propria comunità.

Dopo i lavori di restauro il chiostro del convento ha riacquistato un’atmosfera raccolta e tranquilla. Attorno ad esso si aprono servizi ricettivi, un’ampia sala per conferenze deputata ad ospitare iniziative a carattere culturale e il laboratorio didattico in cui si svolgono iniziative di archeologia sperimentale-imitativa.

Al piano superiore è ospitata l’esposizione dei reperti e i laboratori di restauro recentemente allestiti con nuove apparecchiature (cappe aspiranti, nebulizzatori, banco K, ecc.) in collaborazione con l’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli di Firenze. Il progetto di allestimento si basa su un criterio di organizzazione topografica e cronologica, con una particolare attenzione agli aspetti del culto e dell’archeologia funeraria. La parte più qualificante dell’esposizione è quella dedicata all’epoca etrusca, che raccoglie i principali reperti provenienti dalle necropoli della zona. L’allestimento privilegia i contesti legati a credenze ed usi pertinenti l’ambito religioso, con particolare attenzione per alcuni aspetti specifici riferiti all’arte, al tema del banchetto e del rituale funebre. Il percorso di visita si articola attraverso l’epoca etrusca, romana, medievale e moderna, mantenendo come chiavi di lettura le espressioni legati alla sfera cultuale, un viaggio attraverso i luoghi dello spirito che tocca santuari di confine, necropoli, eremi e conventi.

Sezione etrusca

Nella sezione etrusca hanno trovato collocazione i corredi di tombe provenienti dalle principali necropoli del territorio, tra cui ampio spazio è stato riservato a quelli provenienti da Pian della Conserva e della Riserva del Ferrone, che si possono annoverare tra i siti più rappresentativi e sicuramente meglio indagati nell’area. Particolarmente suggestiva la ricostruzione di una camera sepolcrale in scala che ospita all’interno i reperti della tomba n. 19 (metà VI-metà V secolo a.C.), scoperta nel 1995 nella necropoli del Ferrone ricostruendo la loro collocazione al momento della scoperta.

Tra i contesti esposti spicca anche il nucleo di ex voto anatomici recuperati nel santuario etrusco romano di Grasceta dei Cavallari.

Sezione romana

La sezione romana espone una selezione di materiali provenienti dalle ville romane dell’area (villa di Pian dei Santi, villa di Poggio Smerdarolo) tra cui, in particolare, vasellame da mensa e da dispensa, stucchi e intonaci decorati, mattoni bollati. La sezione accoglie inoltre la ricostruzione di una sepoltura tipica del periodo (tomba a cappuccina) e alcune iscrizioni di carattere sepolcrale (I secolo a.C. – IV secolo d.C.).

Sezione medievale e moderna

La sezione medievale e moderna ospita i materiali provenienti dall’abbazia di Piantangeli, tra i quali alcuni frammenti di ceramica e soprattutto i reperti scultorei con raffigurazioni allegoriche, in parte conservati nel chiostro, provenienti dalla chiesa abbaziale. Le altre sale sono dedicate alla raccolta di materiali ceramici di età medievale e moderna provenienti dai butti della rocca di Tolfa (una sorta di silos per la conserva di granaglie abbandonati e riutilizzati come immondezzai), e da alcuni siti del territorio.

Una parte dell’esposizione è infine dedicata al periodo della scoperta dell’allume con una chiave di lettura che mostra particolare attenzione piuttosto che agli aspetti tecnologici ai riflessi che l’effimera ricchezza derivata dall’impresa mineraria determinò sull’architettura laica ed ecclesiastica nell’area.

Il museo è inoltre promotore di numerose attività, organizzate in collaborazione con l’Associazione culturale Chirone, quali l’organizzazione di convegni, mostre e corsi. In particolare le attività del museo si sono concentrate sull’organizzazione di attività di archeologia sperimentale-imitativa, rivolta soprattutto al mondo della scuola, e a laboratori di restauro dei numerosi reperti conservati all’interno del museo svolti con una formula didattica e aperti a studenti di restauro.

Insieme ai volontari dei Gruppi Archeologici d’Italia e in collaborazione con la competente Sovrintendenza Archeologica il museo partecipa ad attività di ricerca, scavo e divulgazione sul territorio.

Per saperne di più:

P. Brocato, Il Museo Civico di Tolfa e alcune pagine di storia dell’archeologa tolfetana, in “Quaderni del Museo Civico di Tolfa”, 1 (1998), a cura di P. Brocato, pp. 19-56; E. Genovesi, Lo scrigno della Sughera. Culti e comunità sui Monti della Tolfa nel nuovo museo civico, in “Quaderni del Museo Civico di Tolfa”, 1 (1998), a cura di P. Brocato, pp. 57-65; A. Zifferero, R. Staccioli, P. Plescia, A. Pistolese, Il museo civico di Tolfa archeologia, mineralogia, natura, Roma 2003; F. Vallelonga, “Dietro la vetrina: città e territorio nel Museo Civico di Tolfa”, in “Il Tesoro delle città. Strenna dell’Associazione Storia della Città”, Anno V–2007, pp. 507-520.